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Acquacoltura multitrofica: un progetto innovativo per le specie integrate unico in italia. Acquario57 sarà presente alla mostra-convegno “Aquafarm” di Pordenone il 26 e il 27 gennaio 2017 presso il Padiglione 5, Stand 22.

  • 20 gennaio 2017

acquacoltura_multitrofica

Secondo le previsioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il consumo mondiale di prodotti ittici, che è passato da 10 kg procapite/annui nel 1960 ad oltre 20 kg nel 2016, continuerà ad aumentare e l’incremento della domanda non potrà essere soddisfatto dal prodotto proveniente dalla sola attività di pesca.

Parallelamente alla crescente domanda è aumentato lo sfruttamento degli stocks ittici da parte degli operatori della pesca: l’adozione di tecniche sempre più raffinate, unitamente a fattori legati all’inquinamento delle acque, ha portato alla costante diminuzione ed impoverimento delle risorse naturali.

Si sono create così le condizioni per lo sviluppo dell’acquacoltura, un comparto in grado di rispondere alla crescente domanda di cibo della popolazione mondiale, introducendo con continuità sul mercato prodotti allevati sicuri e controllati con caratteristiche di qualità, salubrità e freschezza.

Secondo la FAO, l’acquacoltura è il settore alimentare che ha registrato la più rapida crescita nel panorama delle produzioni agro-alimentari mondiali ed ha stimato che entro il 2030 più del 65% dei prodotti alimentari ittici saranno garantiti e generati dalle attività di allevamento.

In particolare, analizzando le evoluzioni politiche che hanno caratterizzato la politica comune della pesca degli ultimi anni, emerge un ruolo primario dell’acquacoltura, che è considerata il comparto determinante sia per lo sviluppo socioeconomico di aree dipendenti dalla pesca, che una risposta importante alla crescente domanda di consumare prodotto ittico.

La stessa FAO, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha inoltre evidenziato il grande fabbisogno di proteine che colpirà alcuni continenti, come per esempio l’Africa, proponendo tra le possibili soluzioni la produzione di proteine di origine algale. Orientamento preferenziale poiché tale opzione non inquina, presenta un bilancio per la CO2 negativo e può essere adottata su terreni non utili all’agricoltura recando benefici all’ecosistema. Inoltre, le alghe presentano una elevatissima concentrazione, in rapporto al peso, di proteine e di altre sostanze particolarmente importanti per l’alimentazione umana.

Le colture algali, inoltre, possono rappresentare una valida alternativa all’alimentazione degli animali monogastrici (polli da carne, galline ovaiole e maiali in primis), che richiedono un apporto sempre maggiore di integratori e proteine, e trovare impiego nei settori degli integratori alimentari, sia proteici che di altra natura, della cosmesi e del farmaco. Infatti, la cultura del consumatore legata al benessere attraverso derivati di alghe è in una fase di lancio e le principali aziende mondiali stanno lavorando in questa direzione.

Per quanto sopra esposto, nell’ambito del bando di attuazione della misura 2.48 del PO FEAMP “Investimenti produttivi destinati all’acquacoltura”, ACQUARIO 57 ha proposto in Sicilia la realizzazione dei primi impianti R.A.S. di piscicoltura con annessa algocoltura d’Italia, definita acquacoltura multitrofica integrata, per l’allevamento di specie ittiche d’acqua dolce persico spigola (Morrone saxatilis x Morone chrysops), persico trota (Micropterus salmoides) e per la coltivazione microalgale (spirulina), con annesso percorso ludico-didattico.

La particolare innovatività del progetto è determinata dal riuso dell’acqua di allevamento dei pesci per la coltivazione della microalga spirulina (Arthrospira platensis) che rappresenta una delle principali specie di alghe che sta trovando successo sia nel settore dell’alimentazione umana che in quello officinale con ottime prospettive di impiego anche nell’alimentazione animale.

Il vantaggio di tale integrazione risiede nella possibilità di sfruttare gli elementi nutritivi, normalmente presenti nell’acqua di allevamento ittico, per la crescita delle microalghe con conseguente riduzione delle spese colturali legate alla fertilizzazione.

In particolare, l’impiego di una porzione delle acque di allevamento dei persici, per la coltivazione della Spirulina, sarà in grado di determinare:
– una considerevole riduzione dei quantitativi di sali nutrienti acquistati per la coltivazione di Spirulina;
– una naturale integrazione di oligoelementi;
– una riduzione degli spazi necessari per l’immagazzinamento dei sali nutrienti;
– una riduzione dei tempi necessari all’operatore per la coltivazione della Spirulina legata essenzialmente alla preparazione della soluzione nutritiva.

Ed infine, la stessa soluzione liquida di spirulina (in coltivazione) potrà essere riutilizzata nell’allevamento ittico come nutrimento in fase larvale e successivamente l’alga, essiccata, potrà essere integrata nell’alimentazione in fase di accrescimento e ingrasso.

ACQUARIO 57, dopo l’esperienza maturata sia nel 2013/14, con la realizzazione del primo impianto in Italia di allevamento d’ingrasso di specie pregiate, come persici e storioni, 100% R.A.S., e sia nel 2016, con la prima proposizione di acquacoltura combinata di “piscicoltura-alghicoltura”, oggi sta orientando il suo campo di intervento anche in agricoltura nella ricerca di nuovi sistemi e metodi innovativi nell’acquaponica, aeroponica ed in acquacoltura con il multitrofico integrato per specie diverse di organismi animali e vegetali, nell’allevamento e nella nutrizione.

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